Come Bethesda Game Studios ha creato la lingua dei draghi di Skyrim
Il mondo di The Elder Scrolls V: Skyrim è ricco di dettagli, dall’intricata storia che pullula di personaggi memorabili a luoghi vissuti (e talvolta abbandonati) con un passato tutto da scoprire per i giocatori.
L’assortimento di paesaggi e abitanti rende l’esplorazione dei ghiacci di Skyrim intrigante e ricca di scoperte, ma il singolo dettaglio non si limita ad accrescere l’immersività del gioco: contribuisce anche a dare vita all’ambientazione del gioco.
Il giocatore impersona il Dovahkiin, un leggendario guerriero il cui nome significa “Sangue di Drago” nella lingua dell’antica e potente razza dei draghi di Skyrim. Tuttavia, il nome del Dovahkiin non è il solo a derivare dalle feroci creature volanti di Skyrim: la presenza dei draghi emerge nell’intero mondo del gioco sotto forma di lingua vera e propria, sia scritta sia parlata.
Persino gli urli presenti nel gioco – abilità incredibili conferite ai Dovahkiin dalla loro voce – sono in lingua dei draghi, un segno distintivo di cui Skyrim può fregiarsi nella serie di The Elder Scrolls. Nonostante l’ambientazione fantastica, Skyrim e la sua lingua dei draghi hanno origine dal team realmente esistente di Bethesda Game Studios. Com’è nata la creazione da zero di un intero metodo di comunicazione per una specie fittizia?

“Beh… è una bella domanda, anche perché non saprei dare una risposta precisa”, dichiara Emil Pagliarulo, direttore della progettazione di Bethesda Game Studios, attualmente anche capo progettista e autore di Starfield. “Ricordo che io e Todd Howard (produttore esecutivo di Bethesda Game Studios) parlavamo di lingua e di scrittura e da lì nacque tutto”.
LO SVILUPPO DEI DRAGHI
Ai tempi dello sviluppo di Skyrim, Pagliarulo era un progettista senior che si occupava soprattutto della fazione della Confraternita Oscura, scrivendo i dialoghi per le guardie del gioco e realizzando i primi progetti per le città principali. Tuttavia, dato che il gioco è incentrato sui draghi, Pagliarulo ebbe presto un altro importante compito: la creazione della loro lingua.
“Il problema della lingua dei draghi è il fatto che non è una semplice lingua, ma è innanzitutto uno strumento di gioco per utilizzare gli urli”, afferma Pagliarulo. Peraltro, l’idea di trasformare le parole dei draghi in potenti abilità è nata da qualcosa di inaspettato: l’adattamento cinematografico di Dune, uscito nel 1984 e diretto da David Lynch.
“Il film è ben diverso dall’omonimo libro, in quanto lo stile di combattimento chiamato ‘Weirding Way’ usa il cosiddetto Weirding Module, che non fa altro che sfruttare il suono come arma”, spiega Pagliarulo. “È stato proprio il modo in cui quel suono viene usato, con tanto di inspirazione ed espirazione, a influenzare direttamente gli urli dei draghi”.

Ciò comporta una sfida che affrontano solo gli sviluppatori di giochi con un’ambientazione ricca: questa lingua fittizia non deve solo raccontare una storia, ma anche risultare funzionale nel mondo del gioco. Per fortuna, in Skyrim gli urli di drago sono azzeccati sia come meccanica di gioco sia come lingua credibile parlata dai draghi stessi.
“La lingua segue uno schema di cui i giocatori potrebbero non accorgersi”, svela Pagliarulo. “Per esempio, ogni urlo è composto da uno, due o tre monosillabi. Inoltre, ogni parola ha una funzione diversa a seconda del numero totale di parole presenti. Se c’è solo la parola ‘Fus’, viene espirata con forza, il che indica la natura potente dell’autorità. Se ci sono due o più parole, invece, ‘Fus’ viene inspirata, poiché serve a modificare la seconda e la terza parola, a loro volta espirate con forza. Questo era molto importante per la lingua quando veniva utilizzata per gli urli, perché doveva esprimere forza. La stessa che un drago userebbe per sputare fuoco”.
Insomma, gli urli non hanno solo contribuito alla nascita della lingua dei draghi, ma anche conferito una base per il suo funzionamento. Il passo successivo era arricchire il lessico con un vocabolario di parole dei draghi.
“Mi sono basato su lingue come lo svedese, il danese e il tedesco, ma quella che mi ha influenzato di più è l’inglese antico”, spiega Pagliarulo. Anni prima, quando aveva lavorato all’espansione Bloodmoon per The Elder Scrolls III: Morrowind, Pagliarulo aveva trovato l’ispirazione in una registrazione in inglese antico di Beowulf, la quale tornò nuovamente utile, questa volta come fonte creativa per la lingua dei draghi.
SCOLPITO NELLA PIETRA
Per quanto riguarda l’alfabeto scritto, è stata sviluppata una calligrafia che ricorda quella cuneiforme, formata da lettere che sembrano scritte da uno spaventoso drago. “Il linguaggio visivo è un’idea di Todd Howard. Voleva qualcosa che sembrasse scolpito nella pietra con un artiglio di drago, una trovata davvero geniale”, rivela Pagliarulo. “I simboli in sé sono stati inventati e disegnati dal compianto Adam Adamowicz, il cui talento nell’interpretare le idee era pressoché smisurato”.

Un’altra sfida derivante dallo sviluppo di una lingua all’interno del gioco era aggiornare quest’ultima durante il processo collaborativo della realizzazione del videogioco stesso. “Una volta iniziato, i progettisti cominciarono a inventare nuove parole e frasi, rendendo difficilissimo mantenere il database costantemente aggiornato”, sottolinea Pagliarulo. “Come se non bastasse, ciò avveniva sia nella combinazione inglese-draconico sia in quella draconico-inglese!”
“Inoltre, le lingue si evolvono e possono diventare incredibilmente complesse. Il sindarin di J.R.R. Tolkien, per esempio, è una lingua a tutto tondo, con diversi dialetti che lo scrittore impiegò anni a sviluppare. La lingua dei draghi è molto, ma molto più semplice. Per molti aspetti, la lingua dei draghi utilizza una delle migliori tecniche del game design: quella dello specchietto per le allodole. Gioca sulla sensazione di complessità ideata per attirare il giocatore e farlo immergere, ma non vi è alcuna complessità in essa, perché in quanto strumento di gioco non ne ha alcun bisogno”.
PRESTARE UNA VOCE
Il lavoro, tuttavia, non è stato vano. La lingua dei draghi non solo ha fatto immergere i giocatori nei panorami innevati di Skyrim, ma è anche diventata parte integrante dell’identità del gioco, come dimostra il famoso tema di Sangue di Drago, presentato al mondo nel dicembre 2010 nel trailer di annuncio di Skyrim.
“La primissima sfida relativa alla lingua fu scrivere il testo della canzone del trailer, perché ha uno schema unico in rima sia in inglese sia in lingua dei draghi”, spiega Pagliarulo. “Quell’esercizio fece capire molto bene come suonava la lingua, la sua natura ritmica”.
Non si tratta dell’unico uso della lingua dei draghi che ha accompagnato i giocatori in tutti questi anni. Gli urli presenti nel gioco sono risuonati non solo tra i fan, ma anche tra l’intera community di giocatori in generale, soprattutto quello di Forza inesorabile. Se il nome non vi dice nulla, quasi certamente ricorderete le sue potenti parole: FUS RO DAH.
“Per via del suo mix di forza e semplicità, ’Fus Ro Dah!’ è probabilmente il mio urlo preferito”, dichiara Pagliarulo. “Si può dire che rappresenti l’intera lingua dei draghi e in più è davvero divertente da urlare! Non a caso, nel trailer di Skyrim, sono proprio io a urlarlo. È stato fantastico entrare in sala di registrazione e gridarlo”.
Ovviamente, non c’è un elemento che definisce Skyrim più di altri, poiché si tratta di un lavoro gigantesco nato da un team di artisti di talento, autori, programmatori, responsabili del controllo qualità e molte altre figure. Tuttavia, la creazione e l’uso della lingua dei draghi sono un esempio perfetto dell’attenzione al dettaglio di Skyrim e del modo in cui Bethesda Game Studios impiega un’infinità di questi dettagli per rendere i propri mondi credibili, vissuti e, soprattutto, per far sì che i giocatori amino esplorarli.
NON SONO SOLO PAROLE
“Lo dice il nome stesso: Skyrim”, afferma Pagliarulo. “Skyrim non è solo un gioco, ma è un luogo. Un luogo in cui puoi vivere. Costruire una casa! Adottare un bambino! Completare un’infinità di missioni procedurali! Trovo che sia questo il bello di Skyrim: anche dopo aver esaurito il contenuto, non hai mai realmente esaurito il contenuto. Dopodiché, se vuoi, puoi ricominciare il gioco e vivere un’esperienza per certi aspetti diversa la seconda, la terza o la quindicesima volta. Penso che tutto questo ripaghi il duro lavoro, la passione e l’amore che il team ha instillato nel gioco”.
Quel duro lavoro, quella passione e, letteralmente, quell’amore sono arrivati dritto al cuore dei giocatori. Pagliarulo ricorda che una volta venne a sapere che una coppia stava organizzando un matrimonio a tema Skyrim e Bethesda Game Studios volle regalare ai futuri sposi una torta nuziale personalizzata. C’era solo un problema: cosa scriverci sopra?

“Su una torta nuziale non può mancare la parola ‘amore’, giusto? Ecco, proprio come in klingon, la lingua dei draghi non aveva una parola che traducesse ‘amore’!” Pagliarulo ride. “Così dovetti crearne una”. La parola è “Ros” (come ‘rosa’) e la frase che Pagliarulo creò è “Possa il vostro amore durare per sempre”.
“La lingua dei draghi sarà anche fittizia, ma non lo è per Skyrim e per tutti i giocatori che decidono di vivere nel suo mondo”, conclude Pagliarulo, “e questo è un privilegio che non do affatto per scontato”.
